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VoxChatart .ameno. di Ernesta Galeoni
Brano da me scritto per il saggio finale della scuola di perfezionamento dei miei allievi. Interpretato ieri al Teatro degli Archi e questa sera per i "Naviganti ChatArt".
Ernesta Galeoni - Roma 11 giugno 2007
.ameno.
lancio il mio urlo monolite scenario senza quinte: avanza la follia collettiva dichiaro mia la cella del lamento prigioniero violentando me stessa .incontro l’incontro.
relitti delitti delitti relitti
circostanze di madri e figli sprovvisti di figli e madri affondano denti da cane lupo destinazione cow boy perdenti
diceva mio padre: dormi che non ci pensi una lancia aggredisce il cielo precipito nella rarefazione di ninna nanna ninnaò
rientro nella stazione ferroviaria gambe in partenza all’orgasmo del domani un albero impazzito colloca le sue radici in cielo il tranvain ha cambiato rotta
mio padre è morto raggiungendo sentimenti appropriati si mette a tavola con i cantastorie a pizza e mandolino caduti nel pozzo di vento e mare oste: un litro di vino e una risata
madri issano come una vela capostipiti d’azione inattiva agganciati all’uncino congelato di caverne sbalordite Comandi Capitano: mille stelle di latta e un destino di ricambio
sono figli di un’autostrada oscillante consegnata a verità mediane che offrono ombra al sole dopo una lunga notte senza risveglio
come te… che mi stai ascoltando truccandoti da istrione
adesso posso solo articolare: addio devo accordare il ritmo del mio destino in assolo flash memoriale per concedermi il futuro confiscato al tempo
Ernesta Galeoni (brano tutelato)
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