Gli altri commenti li ho inseriti su www.wikio.it - altri ancora li ho io. Li inseriro' personalmente nella ChatArt quanto prima.
Ernesta by ChatArt...
Io c'ero. Roma 1 dicembre, ore 20,30, varco la soglia del Teatro degli Archi, FINALMENTE. Ad accoglierci un signore distinto che intuisco essere Dario, gentilissimo, disponibile, perfetto padrone di casa, ci introduce in un salottino (non potrei definirlo diversamente) delizioso. Nell'aria respiro l'inconfondibile profumo dell'Arte. Le presentazioni d'obbligo con Vittorio (lo immaginavo esattamente così) e la sua graziosissima consorte, con Italo, e Armando un giovanottone alto, apparentemente spaesato ma...molto preparato. Dario ci fa accomodare nel teatro (niente poltrone, qualche pelliccia) tutto è informale ma incredilmente reale, vero, vivo. Le luci si abbassano lentamente, buio, musica, una voce inconfondibile. E' lei ERNESTA scalza, aggressiva, riempie la scena con la sua incredibile fisicità, le sue movenze sinuose (quasi feline), i suoi scatti rapidi, le molteplici le modulazioni delle tonalità vocali, suoni lenti, poi rapidi, imploranti, caustici, ruvidi, accusatori, sono nell'aria. Non recita. Fa vivere, i personaggi prendono forma. E' di scena la Vita e insieme la Morte. Palpabile, sento le sue zampe feline aggredirmi le spalle. Musica e danza un controcanto mirabile alla voce, Ernesta sembra danzare, si avvicina al pubblico, lo chiama a testimoniare, partecipae, accusare. Arte che genera Arte. Sensazioni indescrivibili, emozioni, pathos. Ernesta riesce a rendere teatrali "tentativi" (parlo per me) scrittoriali. Vedo vivere e morire l'adultera che la mia immaginazione ha creato, la vedo prendere forma, implorare, accusare, agonizzare. Brividi corrono lungo la mia schiena. La corda, simbolo e accusa, offerta al tocco dei presenti, trasmette repulsione, paura, denuncia. Il dibattito, seguito alla rappresentazione scenica, vede gli interventi autorevoli, mirati e profondi di Antonio Lo Iacono, che non ha bisogno di commenti, dell'Ambasciatrice venezuelana, profondamente umana, estremanente colta ma dotata della semplicità propria dei "grandi", di Luigi De Marchi uomo dall'ingegno poliedrico ma scanzonato, autoironico, dal cuore grande e giovane, di Ernesta moderatrice garbata ma veemente, convinta assertrice della terribile ingiustizia di una morte data agli uomini dalla volontà di altri uomini Si parla di pena di morte e non solo, di mondo virtuale contrapposto al reale, di problematiche psicologiche che orientano le scelte delle coscienze. Viene presentato il libro STOP ALLA PENA DI MORTE realizzato anche grazie all'impegno di Italo Zingoni, della FM edizioni e dell'Associazione Porte Aperte. Un altro sogno diventato realtà per il volere-potere di Ernesta. Il tempo vola. La serata si conclude, con un momento di convivialità, ho la gioia di sedere a fianco ad Ernesta. Il tempo è davvero tiranno, alle 2.30 del mattino l'allegra brigata prende, a malincuore, la strada degli alberghi. Ad ERNESTA, a DARIO, al simpaticissimo ed infaticabile MARCELLO, alla bravissima danzatrice, a tutti quanti si sono adoperati ed affaticati perchè la serata fosse indimenticabile, il mio GRAZIE. Sara Spagnoletti
[ Modificato da Admin il 12/12/2007 19:16 ]
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